"I Miserabili"
(Victor Hugo)

La “miseria” di cui parla l’autore infatti, è la difficoltà che hanno i personaggi ad evolversi da un tempo che li vuole schiavi ed aguzzini. Personaggi di un “tempo oggettivo” difficile economicamente, al tiepido calore della brace rivoluzionaria del 1789 che alla fine, portò povertà, disillusione ed impreparazione nel sostenere un rovesciamento monarchico.
Trovo che il primo personaggio in ordine di apparizione, sia anche quello fondamentale di tutta l’opera; quella da cui scorrerà l’acqua benedetta che rinfrescherà il fiato e l’arsure d’animo di un galeotto, Jean Valjen.
Il vescovo Myriel.
(leggi la recensione)
Personalmente, sono molto attratto "dalle parole".
Dalla maniera con la quale si decide di disporle, usarle.
Limarle ed allinearle.
Tempi e modi participi e non solamente imperfetti.
Congiunzioni, verbi ed aggettivi.
Descrizioni personalissime e "soggettive", come l'arte ed il suo racconto insegna.
Freschezza e brillantezza.
Sapori "di chiuso" o frizzanti sulla lingua.
Quell'acqua per abbeverarsi da un pozzo di pietra e  ferro battuto.
Perchè è dal colore, dall'intensità e densità dello sguardo di chi modella le parole, che si intingono di inchiostro benedetto, pagine ricche e pensieri, quasi fossero segrete carezze bisbigliate.

E trovo sia molto affascinate l'idea di inserire queste parole e suggerimenti, in "questo sito / contenitore", tanto da desiderare e voler promuovere in uno dei programmi nella web radio ("Sotto al lume"), le stesse pagine del volume che mensilmente, in questo spazio, vi presenterò.

Christos.
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